Buongiorno a tutti, amici miei di myspace,
anche se qualche stronzone tra voi deve avermela tirata: alla faccia dei miei ultimi “sono felice” e “sto bene”, tra ieri e ieri l'altro ho avuto una febbre da stallone. Poveriiiiino me, solo come un cane e senza neanche uno straccio di Poto a curarmi. Però ho imparato la lezione: mai mettersi un leggero cappottino bon ton, anche se nuovo, quando fuori ci sono meno due gradi. Ora sto bene, forse non pimpante come Canarone, ma comunque in grado di riprendere la mia rubrica di posta: lo devo ai miei lettori, sì sì, che l’aspettano con frenesia; lo devo a chi mi ha scritto speranzoso in una risposta. Non posso deludere nessuno. Avevo detto che la febbre è passata?
Cara Anastasia,
ho un disperato bisogno di un tuo parere. Ho 27 anni, anzi quasi 28, e sono un ragazzo intelligente, spiritoso, sensibile, forse non bellissimo ma di sicuro neanche brutto, comunque sessualmente appetibile. Inoltre, igienista, sto molto attento ad avere un alito al mentolo e sono sempre ben lubrificato dalla testa ai piedi. Ciò nonostante la mia condizione tipica è la singletudine e questo mi rattrista. Mi guardo intorno, vedo i miei amici quasi tutti fidanzati e mi chiedo che cosa abbia io in meno di loro. Credo niente, anche perché alcuni sono proprio cessetti e/o ignorantelli. Mi sento solo, scoraggiato e a volte mi chiedo che cosa ho fatto di male per meritarmi tutto questo. Secondo te perché non trovo nessuno?
Un grande bacio, dove vuoi tu, C. (che spera nell'anonimato)
Caro C. che sta per Calimero,
voglio innanzitutto incassare il grande bacio che mi mandi e contraccambiarlo, moltiplicandolo. In secondo luogo, il mio sincero plauso per la lubrificazione. Rispetto a quanto mi chiedi, la prima regola è non piangersi mai addosso. La seconda, correlata alla prima, è creare occasioni di incontro. La terza, correlata alla seconda, è accogliere il prossimo a braccia e gambe aperte. La quarta, correlata alla terza, è fare un clistere di tanto in tanto.
Cara Anastasia,
avrei un problemuccio un po’ imbarazzante e di cui mi vergogno assai. Non so neanche come parlartene in modo carino... potrei usare perifrasi e metafore, ma sono pugliese e non sono sicuro che capiresti. Quindi meglio essere diretti: ho i peli del culo molto lunghi. Ma lunghi per davvero, e folti, tipo foresta Amazzonica. È imbarazzante quando il mio fidanzato vuole impiumarmi e non trova la strada, capisci? Non dirmi di rasarli, che poi ricrescono dopo mezz’ora e pungono che sembra che c’abbia un riccio nel culo; la crema depilatoria mi irrita il Frejus; quella decolorante non risolve il problema e per la ceretta “lì”, lo capisci da solo, non se ne parla.
So che solo tu puoi darmi il giusto consiglio, aiutami!
Cespuglio ’81.
R:
Caro Cespuglio ’81,
hai senz’altro interpellato la persona giusta. Visto che estirpare quel piumino per spolverare che hai lì dietro sembra impossibile, ti consiglierei di aggirare l’ostacolo. Infatti un difetto ben valorizzato si può trasformare in un pregio. Perché dunque non considerare il tuo cespuglio come il pompon di una maliziosa coniglietta di Playboy? Oppure, perché non stupire il tuo fidanzato con dei colpi di sole? O magari una sera potresti piastrarti i peli e fermarli con sfiziose mollettine, un’altra farti due codini sbarazzini o, un’altra ancora, raccoglierli in eleganti chignon.
Cara Anastasia,
perché non mi hai aggiunto su facebook?
Enrico Siringo.
R:
Caro Enrico Siringo,
lo farei, ma conosco solo il tuo buffo nickname.